cosmopolis rivista di filosofia e politica
Cosmopolis menu cosmopolis rivista di filosofia e teoria politica

La risorsa delle cooperative

ANDREA SCOCCHERA
Articolo pubblicato nella sezione: Il "vissuto" della crisi - Testimonianze.

Ritorna con una frequenza ciclica, a seconda delle fasi economiche e sociali che attraversano il nostro sistema, il tema della cooperazione intesa come modello/formula alternativo all’impresa tradizionale per tentare di affrontare meglio la crisi. Tra le qualità che al modello cooperativo vengono attribuite c’è sicuramente quella della flessibilità ed è quanto mai sintomatico che, in tempi di contrazione della economia, la flessibilità venga interpretata come risorsa assoluta rispetto alla rigidità dell’impresa tradizionale.
La flessibilità dunque è la principale risorsa in tempi di crisi, ma è anche prerogativa per prevenire i momenti di difficoltà, aggiustare la rotta delle scelte strategiche, condividere in forma partecipata i provvedimenti, anche dolorosi, che in qualche caso è necessario mettere in atto. Tra le caratteristiche proprie della cooperazione nel suo insieme è distintiva la capacità di gestire la precarietà e lo stato di crisi come a voler certificare un modello di impresa che in forma autogestita e partecipata si impone nei momenti in cui i format di impresa tradizionali incontrano difficoltà insormontabili. Le cooperative hanno spesso trovato le condizioni migliori per sviluppare il proprio ruolo proprio nei momenti di crisi o di recessione riuscendo ad incidere con maggiore efficacia sui meccanismi di generazione dei costi, sulla flessibilità del lavoro e sull’autodeterminazione di regole e comportamenti condivisi.
Tutti questi elementi rendono oggi più che mai attuale il modello cooperativo che in molti casi risulta costituire l’ultima spiaggia per recuperare situazioni di crisi o, per contro, entrare nel mercato con modalità flessibili e predisposte al cambiamento continuo. Possiamo affermare che tale peculiarità è in gran parte determinata dal coinvolgimento e dalla condivisione che tutti gli attori, i soci, delle cooperative percepiscono ed agiscono nelle scelte aziendali e nei comportamenti. Ciò facilita mediamente l’assunzione di responsabilità, accresce le motivazioni ed il senso di appartenenza, sviluppa l’autonomia e lo spirito di iniziativa da parte di tutti i componenti della compagine sociale e rende più agevole la distribuzione dei carichi di lavoro, la valutazione delle competenze ma anche l’assunzione del rischio di impresa o la ripartizione dei sacrifici con spirito solidale e partecipativo. Su questo standard di carattere generale si innestano le singole esperienze che hanno declinato il modello cooperativo su diverse variabili, creando nel tempo una vasta gamma di imprese cooperative, dalle più grandi e strutturate, molto simili alle aziende di capitale a quelle minuscole ed autoreferenziali.
Nel merito, dunque, l’impresa cooperativa è risorsa essenziale poiché adattabile e capace di generare innovazione e creatività al di fuori degli schemi produttivi tradizionali. Nello specifico dei singoli settori, una delle esperienze più significative maturate dalla cooperazione in Italia è quella dei servizi socio assistenziali, educativi e sanitari alla persona. Tale esperienza, che muove i primi passi intorno alla metà degli anni settanta, ha assunto dimensioni e complessità tali da assegnare alla cooperazione sociale un ruolo fondamentale nella gestione del welfare del nostro paese, creando nelle singole regioni sinergie importanti con gli enti pubblici e garantendo ai cittadini una rete capillare di servizi. A questo percorso “creativo”, che ha reso le cooperative sociali progressivamente soggetti integrati nel sistema di welfare nazionale e, in seguito, enti propositivi ed innovativi nella sperimentazione di nuovi servizi, è corrisposto un quadro legislativo coerente che, prima a livello nazionale con la L. 381/92 e poi con le leggi regionali di applicazione sul territorio, ha permesso una regolamentazione della cooperazione sociale ed una armonizzazione con le procedure di affidamento dei servizi da parte degli enti pubblici e tra i sistemi tariffari ed i contratti di lavoro applicati. Questo lungo e faticoso cammino, avvenuto spesso a macchia di leopardo sul territorio nazionale, attraverso incomprensioni e difficoltà di interpretazione, ha di fatto consentito alla cooperazione sociale di essere sostanzialmente riconosciuta come interlocutore ufficiale sia nella fase della co-progettazione, sia in quella della gestione dei servizi. A corollario di tale progressiva “istituzionalizzazione” della cooperazione sociale, in qualità di partner ufficiale della pubblica amministrazione, sono state riconosciute nuove figure professionali e implementati nuovi percorsi formativi che, contemporaneamente alla diffusione ed alla crescita dei servizi, hanno incrementato le opportunità di occupazione di molti giovani e donne nel settore del welfare.
Questo ultimo aspetto rispecchia concretamente il concetto di risorsa in un contesto avaro di offerte di lavoro e di creazione di impresa. Cooperazione sociale, quindi, come motore di sviluppo, ma anche come soggetto integratore delle politiche sociali, laddove il sistema pubblico sta lentamente arretrando nel garantire quelle tutele e quei servizi fino a poco tempo fa considerati non sopprimibili. Basti pensare al caso dei servizi in favore dell’infanzia ed in particolare agli asili nido rispetto ai quali l’offerta degli enti locali si è indebolita a causa della contrazione delle risorse disponibili e per i quali la cooperazione sociale ha messo in campo una serie di proposte alternative (dallo spazio gioco all’asilo condominiale) in grado di offrire risposte diffuse e di qualità.


Il Caso COOSS Marche

In tale contesto si colloca la storia e la evoluzione della Cooperativa Sociale COOSS Marche costituita ad Ancona nel 1979, che ripercorre simbolicamente tutte le tappe precedentemente citate e che si candida oggi per ruolo e dimensioni a svolgere un ruolo di azienda guida in questo settore. In particolare il percorso intrapreso dalla COOSS Marche nell’ultimo quinquennio, testimonia una costante evoluzione del fatturato nella direzione di un consolidamento di servizi e strutture, frutto di investimenti propri e/o concessioni dall’ente pubblico. Il fatturato è costantemente aumentato in percentuale del 31% dall’esercizio 2007 con un incremento medio su base annua pari al 6,2%. Tale dato tendenziale è stato ottenuto grazie al consolidamento di tutti i servizi, ma anche grazie allo sviluppo delle partnership con altre cooperative e con privati leader nel settore della riabilitazione e della sanità. Il passaggio graduale da un fatturato connotato da servizi derivanti da appalti pubblici ad uno maggiormente composto da iniziative a mercato è tutt’ora in corso ed è coerente con la strategia, finora attuata dal CdA, di diversificare la tipologia della committenza e rivolgersi al mercato privato e/o convenzionato anche con iniziative proprie di investimento in strutture residenziali o diurne dislocate in ambiti territoriali in cui la domanda è maggiore.
Fino alla fine degli anni ‘90 tutto il fatturato della Cooperativa era caratterizzato da servizi acquisiti tramite gare d’appalto, prevalentemente di carattere territoriale (assistenza domiciliare, assistenza scolastica ecc.) e sottoposti per loro natura a scadenza contrattuale nel breve termine. A partire dall’anno 2000 COOSS Marche ha intensificato i propri sforzi nell’acquisizione di strutture residenziali specializzate per target di utenza cercando di convenzionarle con il sistema sociosanitario regionale (tra queste segnaliamo Casa Gialla RSA psichiatrica in località Baraccola di Ancona, la Comunità “Soteria” in favore di soggetti con disagio mentale in località Tabano di Jesi, l’Asilo Interaziendale “Biricoccole” a Jesi ecc.).
In questa direzione COOSS Marche ha stretto collaborazioni importanti con l’Istituto Santo Stefano KOS Group giungendo alla costituzione della società Abitare il Tempo srl che dal 2001 gestisce una struttura di n. 130 posti letto ad alta complessità assistenziale e riabilitativa nel Comune di Loreto e controlla la società Casa Argento srl che gestisce una RSA da n. 60 posti letto nel comune di Fossombrone (PU).
Recentemente la Cooperativa ha promosso la costituzione del consorzio “Centopercento” insieme alle cooperative Labirinto di Pesaro e CAD di Forlì con l’obiettivo di creare una rete tra le cooperative sociali più importanti del territorio che favorisse gli investimenti e la gestione di strutture residenziali protette. Nella stessa direzione va letta la partecipazione alla società “Intesa” con l’obiettivo di aggregare un insieme di soggetti diversi per competenze e professionalità capace di intervenire nella realizzazione di nuove strutture residenziali a partire dalla progettazione fino alla costruzione, manutenzione e gestione.
Sul versante della coesione e dell’aggregazione tra cooperative sociali, COOSS Marche ha creato il gruppo paritetico cooperativo (composto dalle cooperative sociali Gemma, Zanzibar, Mosaico, Costess ) ed ha promosso la costituzione dei consorzi di scopo Baby Zerotre per la gestione dei servizi all’infanzia e il Consorzio COSER con le cooperative sociali Il Faro e Castelvecchio finalizzato alla gestione di una comunità residenziale per disabili nel comune di Fabriano.


Scenario attuale e futuro

Nell’ultimo quinquennio COOSS Marche ha ridefinito la propria strategia aziendale in relazione al mutato contesto locale e nazionale che ha progressivamente indicato nuove priorità ed obiettivi nel settore del welfare e della sanità. A questo scenario si è affiancata la progressiva e perdurante crisi economica che ha ridotto le risorse pubbliche costringendo gli attori del sistema ad adottare scelte drastiche e dolorose attraverso razionalizzazione dei servizi, maggiore compartecipazione dell’utenza, riduzione di fasce di esenzione ma, soprattutto, l’annunciato riequilibrio della percentuale dei posti letto ospedalieri a favore di quelli residenziali e di riabilitazione previsto dalle linee di indirizzo per l’attuazione del patto per la salute 2010-2012 approvate dalla Regione Marche (DGR n.17 del 17/01/2012). Lo scenario in cui COOSS Marche opera è caratterizzato da un progressivo mutamento del quadro normativo determinato dall’esigenza del sistema pubblico di razionalizzare le risorse destinate alla spesa sanitaria ed in particolare a quella ospedaliera. Questo aspetto, peraltro recepito dall’atto di indirizzo sopracitato della Regione Marche, fa sì che oltre 600 posti letto per acuti su tutto il territorio regionale vengano trasformati in posti letto residenziali e di riabilitazione in favore delle cosiddette “fragilità” ed in particolare delle persone anziane.
Questo dato, ritenuto incontrovertibile e confermato anche dalla tendenza delle altre regioni italiane, tende a dimostrare l’esigenza di creare e/o riconvertire nuovi posti letto per la lungodegenza o per la residenzialità protetta. In alcune aree territoriali della Regione, in particolare, si registrano carenze strutturali in questo settore, mentre in altre, soprattutto quelle della fascia costiera, si riscontra una maggiore concentrazione di strutture residenziali e di riabilitazione. La domanda proveniente dai territori si concentra prevalentemente sulla maggiore presenza di strutture residenziali per la non autosufficienza con una forte connotazione sanitaria e/o riabilitativa a testimoniare un vuoto percepito nella rete assistenziale tra il sostegno domiciliare e il ricovero ospedaliero.
COOSS Marche ha considerato questo mutamento come un’opportunità di crescita e di diversificazione, consolidando la propria presenza territoriale nei servizi convenzionati, incrementando la partnership con i privati ed avviando una serie di investimenti in strutture residenziali da mettere a disposizione del mercato pubblico convenzionato e privato. In questa prospettiva la Cooperativa ha aumentato il fatturato del 25% nel quinquennio con una progressione media del 5%, coprendo uno spettro territoriale ancora più capillare nell’ambito del perimetro regionale. In questa direzione COOSS Marche opera sia a titolo individuale che in collaborazione con altre realtà private e cooperative.

Articolo curato su dati forniti da Cooperativa Sociale COOSS MARCHE Onlus

E-mail:



torna su